09 Dec
09Dec


Cresce l’interesse per il Piano Transizione 5.0 da parte delle imprese anche se il montante dei crediti prenotati (152 Milioni di Euro) è ancora troppo basso rispetto al totale delle risorse disponibili fino al dicembre 2025 (6,3 Miliardi di Euro). 

Ecco le modifiche più rilevanti che potrebbero trovare applicazione nella prossima Legge di Bilancio da approvare entro il 31 dicembre di quest’anno: 


Proroga 

La complessità del Piano Transizione riguarda non solo la parte procedurale ma anche l’aspetto legato alla pianificazione degli investimenti. E’ necessario un approccio strategico ed una programmazione che molto spesso le piccole imprese faticano a gestire. Si prevede una possibile proroga della scadenza della misura con uno spostamento del termine ultimo per l’effettuazione degli investimenti dal 31 dicembre 2025 al 30 aprile 2026


Maggiorazione per le fonti di energia rinnovabile 

Allo stato attuale, la percentuale di investimenti trainati in impianti di autoproduzione di energia è molto bassa, anche a causa della impossibilità di reperire sul mercato i pannelli fotovoltaici di fascia b) e c).

E’ allo studio un progetto di rafforzamento delle agevolazioni che prevede una maggiorazione anche per la prima fascia a) con le seguenti percentuali: 

 

FasciaMaggiorazione attualeMaggiorazione prevista
a)0%130%
b)120%140%
c)140%150%



Nuove aliquote agevolative e nuovi scaglioni 

Come sappiamo, gli scaglioni di investimento prevedono aliquote agevolative a scalare, a seconda del livello di risparmio energetico raggiunto, nel modo che segue:

 

Investimenti €Aliquota minima risparmioAliquota intermedia risparmioAliquota massima risparmio
Fino a 2,5 Milioni35%40%45%
Oltre 2,5 e fino a 10 Milioni15%20%25%
Oltre 10 e fino a 50 Milioni5%10%15%


La proposta da inserire nella Legge di Bilancio prevede l’accorpamento delle prime due fasce di investimenti ed una rimodulazione delle aliquote con valori ipotetici pari a 45% - 50% - 55%. Un po’ meno quindi dell’ipotesi iniziale che prevedeva un’aliquota massima del 60%. Il motivo è legato alla possibilità di estendere il cumulo con altre agevolazioni attualmente escluse. 


Cumulo con fondi non nazionali 

Anche il divieto di cumulo attuale potrebbe essere superato permettendo alle imprese di agevolare gli investimenti anche con risorse comunitarie (ad es. Bandi Regionali che attingono a fondi comunitari) fino al limite massimo del valore degli investimenti stessi. 


La presunzione di efficientamento per gli impianti obsoleti

Questa potrebbe rivelarsi la vera svolta per orientare le imprese in maniera decisa verso il Piano Transizione 5.0. Sembra infatti certo l’arrivo di una norma che permetterà di semplificare il calcolo del risparmio energetico per la sostituzione degli impianti più vecchi che abbiano terminato il periodo di ammortamento da almeno 2 anni. 

Tale modifica è motivata dal fatto che l’attuale classe di efficienza energetica dei motori installati sui macchinari, comparata con quella di motori di qualche anno fa, consente già di raggiungere il primo livello minimo di risparmio del 5% per accedere alla prima aliquota agevolativa. 

Si tratta dunque di introdurre un criterio di “presunzione di efficientamento” per l’accesso diretto alla prima aliquota del credito di imposta che a sua volta, come abbiamo visto in precedenza, passerebbe dal 35% al 45%. In sostanza, credito più alto e pratiche di EX-ANTE / EX-POST notevolmente semplificate

Resta sempre inteso che ogni modifica apportata alla normativa avrà effetto retroattivo con l’integrazione di eventuali benefici aggiuntivi anche per le pratiche già concluse. 

Attendiamo di avere ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni.


Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.