Il Governo ha definito l’emendamento che migliora e semplifica il Piano Transizione 5.0. Confermata la cumulabilità totale con altri incentivi, introdotta la semplificazione del calcolo del risparmio energetico per i beni obsoleti, incrementato il primo scaglione da 2,5 a 10 Milioni di Euro. Altre modifiche sono previste nel corso del prossimo anno.
Viene confermato che il credito di imposta derivante dal Piano Transizione 5.0 è cumulabile con tutte le altre agevolazioni, incluse quelle che impiegano fondi europei. Grazie al via libera concesso dalla Commissione Europea, sarà possibile sommare gli incentivi provenienti da fonti diverse evitando però il doppio finanziamento. In effetti, l’attuale divieto di cumulo rendeva complicato per le imprese individuare quali misure facessero ricorso a fondi della Comunità Europea.
Questa è la modifica più attesa che dovrebbe dare un impulso decisivo agli investimenti. Per superare in parte la complessità nella procedura di calcolo di risparmio energetico, la sostituzione di macchinari obsoleti dell’Allegato A, che abbiano completato da almeno 24 mesi il ciclo di ammortamento, sarà sufficiente per accedere automaticamente al primo scaglione di credito di imposta del 35%, senza necessità di dover dimostrare il risparmio in termini di consumi energetici.
Inoltre, le imprese che acquistano beni con contratti di EPC (Energy Performance Contract) per il tramite di una ESCo, vedranno riconosciuto in automatico il requisito di accesso al primo scaglione di credito di imposta a condizione che il contratto stesso riposti l’obiettivo di risparmio previsto del 3% (sui consumi generali) o del 5% (in uno specifico processo produttivo).
I mesi passati hanno evidenziato la difficoltà di reperire sul mercato pannelli fotovoltaici delle categorie b) e c) mentre i pannelli di categoria a) scontano una forte competizione con i pannelli più economici di produzione cinese. L’emendamento provvede a riconoscere una maggiorazione per ogni categoria di pannello fotovoltaico nei seguenti termini:
La cumulabilità concessa con tutti gli altri incentivi ha portato a non intervenire sulle aliquote agevolative che rimangono del 35% - 40% - 45% per la prima fascia, a seconda del livello di risparmio energetico raggiunto. Sono invece state accorpate le prime due fasce di investimento, in relazione alle intensità di aiuto previste, che dunque saranno: fino a 10 Milioni di Euro da 10 a 50 Milioni di Euro
La prevista mini proroga di 4 mesi per il completamento degli investimenti, dal 30 dicembre 2025 al 30 aprile 2026, sarà oggetto di un ulteriore provvedimento da adottare nel corso del prossimo anno. E’ in ogni caso confermato che tutte le nuove disposizioni saranno applicate anche alle pratiche già avviate.
Nei prossimi giorni verranno rilasciate altre FAQ per fornire alle imprese ulteriori chiarimenti.